Torcicollo

Consiste in una inclinazione del capo sul piano frontale da un lato con rotazione del mento dal lato opposto. L’eziopatogenesi può essere varia, rappresentando il viziato atteggiamento un sintomo che può comparire in affezioni diverse.

Torcicollo_QC

Fig. 1: Torcicollo miogeno destro

Torcicollo miogeno (fig. 1). E’ dovuto ad una compromissione congenita o connatale (parto distocico) del muscolo sternocleidomastoideo (SMC). Alla nascita può essere presente nel suo contesto una formazione duro-elastica, rotondeggiante o fusata (“oliva”) dovuta ad un ematoma che tende lentamente a scomparire; a volte una vasta porzione del muscolo appare diffusamente infiltrata e di consistenza aumentata. Con il passare dei mesi si può assistere alla organizzazione in tessuto fibroso-cicatriziale della porzione di muscolo interessata, con indurimento e retrazione che finiscono per fissare la deformità rendendola permanente. Sono descritti casi sicuramente congeniti (alterazioni di sviluppo del muscolo, forse su base vascolare) ed altri insorti dopo un parto distocico. Dal punto di vista clinico, l’ispezione e soprattutto un’accurata palpazione della regione porteranno alla diagnosi, confermata dall’esame ecografico. Per mettere in tensione lo SCM e riscontrare più agevolmente variazioni di consistenza e tensione, è necessario porre il capo in estensione (eventualmente portandolo fuori dal lettino, sostenuto dalle ginocchia dell’esaminatore o dalla sua mano) e inclinarlo dal lato opposto rispetto a quella della deformità.

Fig. 2: Torcicollo miogeno sinistro, collare morbido per contrastare l’inclinazione laterale del capo verso sinistra.

Fig. 2: Torcicollo miogeno sinistro, collare morbido per contrastare l’inclinazione laterale del capo verso sinistra.

Bisogna fare molta attenzione a non confondere un torcicollo miogeno vero e proprio con una semplice asimmetria facciale da malposizione uterina che, se isolata, ha una prognosi completamente diversa e che non necessita di alcuna terapia. Nel torcicollo miogeno “vero” al contrario, bisogna mettere in opera provvedimenti volti a impedire la retrazione del muscolo interessato. Occorrerà far assumere al lattante una postura che favorisca l’allontanamento dei capi d’inserzione dello SCM, eseguire lenti stiramenti dello stesso con manipolazioni manuali, applicare collari morbidi (fig. 2) per mantenere il capo in posizione corretta.

Se malgrado ciò il muscolo si fibrotizza e si accorcia è indicato l’intervento chirurgico dopo i 2-3 anni d’età. Questo consiste nella sezione dei tre capi mio tendinei che si inseriscono a livello della mastoide prossimalmente e della clavicola e sterno distalmente. Oltre che per motivi di funzionalità (limitazione della motilità del rachide cervicale) l’operazione viene eseguita per impedire che l’asimmetria facciale associata divenga permanente.

A volte un atteggiamento di inclinazione laterale del capo è presente nonostante una assoluta normalità clinica ed ecografica dello SCM. In tal caso bisogna sospettare l’esistenza di alterazioni malformative ossee del tratto cervicale (sinostosi, displasie del tratto atlo-occipitale, S. di Klippel-Feil) che vanno differenziate dal torcicollo miogeno. Trattasi di torcicollo osseo, la cui natura sarà chiarita dopo l’esecuzione di indagini radiografiche, completate eventualmente dalla TC e dalla RM. Per i casi di torcicollo osseo non esiste una terapia chirurgica specifica, ma è opportuna invece una valutazione neurochirurgica per escludere disrafismi.

Il torcicollo oculare, dovuto a difetti visivi, è sospettabile per la correggibilità passiva, la normale consistenza dei ventri muscolari e per il fatto che l’atteggiamento viziato compare quando il bambino osserva gli oggetti e le persone. Esso è diagnosticabile con sicurezza dopo i due anni e viene a volte confuso con la forma miogena per la presenza di una modesta contrattura secondaria del muscolo senza fibrosi ne retrazione.

Altre forme di torcicollo riscontrabili nel bambino sono: – il torcicollo traumatico che compare a seguito di distorsioni del rachide cervicale; – il torcicollo infiammatorio, reazione di tipo antalgico a processi mastoiditici, ascessi retro faringei, linfoadenopatie (è bene anche ricordare che l’artrite reumatoide giovanile debutta molto frequentemente con un torcicollo o una limitazione dolorosa del tratto cervicale); il torcicollo neurogeno, (da meningite o meningismo, emorragia intracranica, siringomielia, tumori della fossa cranica posteriore, irritazioni o compressioni bulbo-midollari) è poco o per nulla correggibile e ad andamento ingravescente.

Illustrazioni di F. Malorgio e A. Maglioni, Archivio tesi
Scuola di Disegno Anatomico, presso Centro di Visualizzazione Biomedica,
Dip. Scienze Biomediche e Neuromotorie Università di Bologna.

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